Lewis & Clark, recensione ed unboxing. La storia americana riscritta da Asterion Press

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Gli indiani svolgono un ruolo importante nel gioco

Gli indiani svolgono un ruolo importante nel gioco

Lewis & Clark è un gioco da tavolo per 1-5 persone. Una partita, soprattutto le prime volte, può tranquillamente superare le due ore di gioco soprattutto con 4-5 giocatori. Successivamente il tempo si accorcia e scende anche sotto le due ore. Il gioco riproduce le gesta degli esploratori Lewis e Clark che aprirono la prima pista che conduceva all’Ovest degli Stati Uniti. Si tratta di un’impresa storica che probabilmente ha cambiato la storia dell’Occidente del mondo. Se Napoleone non avesse venduto la Lousiana agli Stati Uniti probabilmente vivremmo in un mondo molto diverso da come lo conosciamo. Lewis & Clark è stato presentato durante la Fiera di Essen del 2013 ed è arrivato in Italia grazie alla Asterion Press che ha curato l’edizione italiana. Il gioco mescola molte meccaniche diverse, anche se a mio avviso una prevale sulle altre. Le meccaniche sono quelle della gestione risorse, del worker placement e del deck building. Lo scopo del gioco è quello di arrivare, con la propria spedizione, a Fort Clatsop partendo da S.Louis. Ogni giocatore dovrà gestire un esploratore e una spedizione formata da aiutanti di vario genere, indiani, canoe, cavalli e risorse di quattro tipi diversi. La vittoria si aggiudica con l’arrivo della spedizione e non con quello dell’esploratore. Una sottigliezza che fa tutta la differenza del mondo.

Il motore del gioco è il nostro mazzo di carte che rappresenta i membri della nostra spedizione fatta eccezione per gli indiani. Ogni carta ci consente un’azione particolare. Gli indiani, invece, vanno spediti al villaggio e servono per portare a casa risorse o aiuti di altro genere. Le carte una volta usate tutte tornano in nostro possesso mentre gli indiani restano al villaggio ed occorre sempre assoldarne di nuovi. Ad ogni turno un giocatore ha a sua disposizione tre alternative, di cui due facoltative.

Ogni turno un giocatore può:

– Accamparsi
– Reclutare nuovi membri per la propria spedizione
– Compiere un’azione tra le due possibili

Le due azioni possibili sono giocare una carta con relativi supporti oppure inviare un indiano al villaggio. L’accampamento ed il reclutamento possono essere fatti prima o dopo l’azione principale e come detto non sono obbligatori. Le azioni che si effettuano grazie alle carte possono essere potenziate aggiungendo altre carte girate sul dorso e/o un indiano dalla nostra spedizione. Potenziare un’azione significa semplicemente che invece di eseguirla una sola volta la eseguiremo due o tre volte massimo. Un vantaggio comunque non da poco. Su alcune carte sono riportati anche i simboli delle risorse. Quando la carta è giocata va confrontata con le carte giocate dall’avversario immediatamente alla propria sinistra ed immediatamente alla propria destra. Dal confronto esce la quantità di risorse che portiamo a bordo delle nostre canoe.

Le carte hanno un ruolo centrale in Lewis & Clark

Le carte hanno un ruolo centrale in Lewis & Clark

Gli indiani, invece, vegnono spediti al villaggio, che poi sarebbe la parte centrale del board, dove se trovano spazi liberi possono eseguire delle azioni specifiche che in genere servono solo a reclutare altri indiani o acquisire risorse.

Tutte le spedizioni, inizialmente, hanno lo stesso numero e lo stesso tipo di carte. Durante il gioco con il reclutamento si possono aggiungere carte al proprio mazzo. Ce ne sono diverse e tutte molto interessanti, quindi le varianti non sono poche. L’accampamento introduce un’altra parte interessante del gioco. Quando un giocatore decide di accamparsi innanzitutto recupera tutte le sue carte giocate in precedenza e poi calcola il costo in tempo della sua spedizione. Ogni spedizione trasporta indiani e risorse. La disposizione e la somma di questi due fattori determina il costo in tempo della nostra spedizione. In pratica quanto tempo ci ha messo per avanzare sul percorso. Alla fine l’esploratore si muoverà all’indietro di tante caselle quanto sarà il tempo “perso” e poi l’accampamento, se sarà più indietro rispetto all’esploratore, lo raggiungerà. Capite che siccome si vince con l’accampamento e non con l’esploratore la gestione delle risorse, degli indiani e dei movimenti dell’esploratore è fondamentale.

Oltre all’acquisizione di nuovi alleati e di nuove risorse è possibile acquistare nuove imbarcazioni per ampliare la nostra spedizione e renderla più veloce o più capace di trasportare risorse. Il tutto è molto equilibrato, però la differenza a mio avviso la fa la capacità di costruirsi un deck veloce ed efficace in modo da poter aumentare la velocità di crociera e giungere al traguardo prima degli altri. Un meccanismo che certamente è tipico dei deck building game, ma a me ha ricordato molto anche alcuni racing game. Il gioco, a grandi linee, è tutto qui. Chi entra per primo a Fort Coltson o chi arriva più lontano dopo la linea del traguardo vince.

Setup per una partita a quattro giocatori

Setup per una partita a quattro giocatori

Lewis & Clark è una riuscita combinazione di meccaniche differenti. Un bel mix. La tensione del racing game si sente. Difficilmente si assiste ad una partita sbilanciata fin dalle prime battute. La grande varità di carte disponibili evita che si ripetano sempre le stesse strategie. Spesso bisogna improvvisare con quello che si trova. Certo come tutti i deck building le prime mosse sono un po’ standard, ma è un effetto che dura un due o tre turni al massimo. In ogni caso bisogna, continuamente, adattarsi alle mosse degli avversari. Detto questo non stiamo parlando di un gioco ad alta interazione, fattore che è limitato alla scelta delle azioni villaggio che non permettono la coabitazione di più indiani. Le meccaniche sono piuttosto semplici, la componentistica è in linea con la tendenza dei giochi francesi degli ultimi anni. Grandi colori pastello e disegni ben fatti. La fortuna è sostanzialmente assente perchè le carte sono fin da subito a disposizione di tutti. La longevità e la rigiocabilità sono piuttosto buone. E’ un gioco per gamers, ma non difficilissimo da spiegare. In definitiva è un gioco che ha diritto di cittadinanza in un lineup ben fornito come quello della Asterion Press e che a mio avviso è migliore di tanti altri molto più pubblicizzati che sono usciti dall’ultima Fiera di Essen. Un nome a caso? Francis Drake. Il gioco l’ho acquistato da Ready2Play, che di recente ha riaperto i battenti, al costo di 42.90 euro. Fateci un pensiero, se poi cercate un racing game duro e puro a me intriga abbastanza Thunder Alley della GMT. Per il vecchio west classico occorre attendere Spurs. Sulla pagina Facebook di Giochi e Giocatori trovate una photogallery dedicata a Lewis & Clark. Buona Visione e Buon Gioco.

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