Village, la vita è un gioco. La recensione

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Uno spicchio del board di Village durante una partita a quattro giocatori

Village è, insieme con Trajan, il gioco da tavolo di maggior successo del 2012. Si tratta di un gioco classicamente tedesco ma ha introdotto una serie di meccaniche che pur non essendo innovative si sono amalgamate alla perfezione creando un mix ben riuscito. Per cui rispondo immediatamente alla domanda fondamentale di ogni recensione. Village mi è piaciuto e ne consiglio assolutamente l’acquisto.Ho acquistato la mia copia, versione inglese/tedesca assolutamente indipendente dalla lingua manuale a parte, presso Ready2Play al costo di 31.50 euro, fa parte del mega ordine con Le Leggende di Andor e D-Day Dice. Per chi volesse giocare la versione in italiano, che differisce solo per il manuale la può trovare presso uPlay sia online che allo stand di Lucca Games visto che la versione italianizzata è opera proprio di uPlay.

Lo scopo del gioco, come sempre, è quello di fare il maggior numero possibile di punti. Per farlo dobbiamo fare in modo che la nostra famiglia rimanga nella storia del villaggio. I modi sono diversi. C’è la fabbrica per chi vuole passare alla storia come un indefesso operaio, c’è il comune per la carriera politica, c’è la chiesa per quella ecclesiastica, c’è il resto del mondo per chi vuole fare fortuna come viaggiatore e c’è anche la fattoria per chi vuole restare a casa sua.

Il gioco in se è molto semplice. Ad ogni turno ci saranno disponibili una serie di azioni, in numero sempre uguale, che ci permetteranno di attivare una delle sezioni del villaggio. Nel farlo pescheremo anche una risorsa o una penalità. Le penalità ritornano nel sacchetto delle risorse che viene rimpinguato ad ogni turno. Mentre le risorse finiscono nella nostra banca personale e servono per attivare le parti del villaggio.

Ogni settore del villaggio, fabbriche, mercato, viaggi, comune, chiesa, matrimonio, pozzo, fattorie produce a sua volta dei beni che possono servire per migliorare la condizione economica, di carriera o lavorativa dei nostri familiari.

La peculiarità di Village, però, è quella che il tempo passa e la signora con la falce pretende il suo contributo. Ogni famiglia è composta da quattro generazioni di persone, marcate con degli adesivi che sono presenti nella scatola. Col passare del tempo la famiglia si accorcia di numero. Il momento della morte è fondamentale perchè c’è il resoconto di quello che si è fatto in vita. Chi è stato un grande operaio finisce nel libro del villaggio alla voce operai, chi è stato parroco o vescovo finisce nel libro alla voce religiosi e così via per tutte le categorie. Chi al momento della morte viene giudicato come uno che non ha fatto molto o che non ha contribuito ad un settore particolare, finisce nel cimitero pubblico.

I materiali di Vilage sono ottimi. Ci sono dei cartoncini di aiuto molto utili per settare i turni, ci sono due sacchetti per le meccaniche della chiesa e del setup del turno. Come ho detto in apertura è un gioco che ha meritato tutti i premi che ha ricevuto. Chiaramente è un tipico german game, l’interazione tra i giocatori si limita allo scegliere un’azione che interessa al nostro avversario ed al contrastarlo nella scalata alla memoria cittadina. Per chi volesse guardare un po’ di foto sul gioco le può trovare sulla pagina di Facebook di Giochi & Giocatori. Buona Visione e Buon Gioco.

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