Alchimisti, recensione ed unboxing tra smartphone e pozioni

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La pubblicazione delle teorie è fondamentale per la vittoria

La pubblicazione delle teorie è fondamentale per la vittoria

Alchimisti è un gioco da tavolo per 2-4 persone della durata di poco inferiore alle due ore, tranne che nelle prime partite in cui si può andare leggermente sopra tale limite. Il gioco ha fatto scalpore alla Fiera di Essen per l’utilizzo di uno smartphone come supporto sostanzialmente indispensabile alla buona riuscita della partita. Premetto che esiste il modo di giocare senza utilizzare smartphone o computer ma a mio avviso è puramente teorico perchè prevede un giocatore che ha come unico scopo quello di dire agli altri al tavolo se una pozione ha un determinato risultato piuttosto che un altro. Siccome ritengo fantascienza una situazione del genere vi parlerò solo del gioco con il supporto elettronico, se volete maggiori informazioni sulla modalità con giocatore/master mandatemi una mail o un messaggio sui social network e vi dirò tutto quello che c’è da sapere. Ogni giocatore è un alchimista che ha come scopo quello di vendere bene le proprie pozioni agli avventurieri di passaggio, scoprire i componenti base degli alchemici, partecipare alle conferenze con gli altri alchimisti e presentare le proprie pozioni all’esibizione di fine partita. Innanzitutto è fondamentale capire come funzionano gli alchemici perchè intorno ad essi ruota tutta la parte deduttiva del gioco. Ogni alchemico è formato da tre componenti che possono assumere, colore, forma e segno differenti. Quando combiniamo due ingredienti/alchemici otteniamo una pozione che ha un segno, positivo o negativo, ed un colore. Se, supponiamo, la pozione è rosso positivo vuol dire che i due ingredienti/alchemici da cui è ricavata hanno uno un rosso positivo grande ed uno un rosso positivo piccolo. In questo modo potremo dedurre, pozione dopo pozione, quali sono gli elementi base di ogni alchemico.

Detto questo il gioco si basa principalmente sulla meccanica del worker placement. I giocatori devono stabilire un turno di gioco. Per farlo scelgono a che ora cominciare a lavorare. Più tardi di comincia più alti sono i bonus che si prendono ma più tardi si agisce nel gioco. Una volta stabilito l’ordine di turno si parte. Su ogni singola azione ci sono tante righe quanti sono i giocatori, per selezionare l’azione il giocatore deve scegliere la riga a cui lo assegna il suo ordine di gioco. Ad esempio il terzo posizionerà i suoi cubetti sempre sulla terza riga. Le azioni si eseguono sempre a partire dalla prima riga a scendere. Ogni giocatore ha un tot di cubetti azione ed ogni azione ne richiede uno o più per essere eseguita.

Il riconoscimento degli ingredienti è il fulcro della app di Alchimisti

Il riconoscimento degli ingredienti è il fulcro della app di Alchimisti

Le azioni permettono di scegliere gli ingredienti, trasformare gli ingredienti in oro, vendere gli ingredienti agli avventurieri, comprare degli artefatti, testare le pozioni sugli studenti o su se stessi, pubblicare o smascherare una teoria. Ci sono azioni meno classiche delle altre. Ad esempio vendere le pozioni agli avventurieri di passaggio procura soldi ma bisogna offrire delle garanzie, l’alchimista non sa cosa riesce ad ottenere con i propri ingredienti, e magari degli sconti che possano convincere il Conan di turno a bere i nostri intrugli. Questa azione si esegue con il supporto dell’app gratuita. Si utilizza lo smartphone o il computer nell’azione che testa la pozione. Si prendono le due carte ingrediente, si pongono sul calderone posto all’interno del nostro schermo giocatore e si attiva l’app. Il riconoscimento visivo, una volta confermato, produce una pozione. L’alchimista segna il risultato e le sue congetture sul proprio quaderno degli appunti e procede con le azioni successive.

Allo stesso modo funziona per la vendita delle pozioni e per lo smascheramento delle teorie. In questi casi si inseriscono i valori desiderati dall’acquirente o quelli delle teorie che vogliamo smascherare e l’app ci dice che tipo di risultato abbiamo ottenuto. La pubblicazione della teoria, invece, è molto classica. Si pone il proprio sigillo, segreto perchè può avere più valori, di fianco alle teorie sugli alchemici e si sistema un token con la composizione, presunta, dell’alchemico nello spazio apposito. La pubblicazione/smascheramento inserisce un terzo elemento, dopo worker placement e deduzione, all’interno di Alchimisti. E’ possibile, infatti, bluffare. Si possono pubblicare teorie di cui si è sicuri in parte o per niente. Si possono confermare le teorie degli altri alchimisti e smascherare le proprie e quelle degli altri. Quindi è possibile anche architettare una trappola pubblicando una teoria falsa e smascherarla quando altri si sono accodati. Mossa rischiosa ma possibile.

Il sesto e ultimo turno vede scendere in campo l’esibizione che altro non è se non una parte di board che va a sovrapporsi a quella dove si sperimentano le pozioni. In questa fase gli alchimisti portano le pozioni che sanno realizzare all’esibizione e cercano di ottenere quanta più fama possibile. La fama è l’obiettivo finale del gioco. Chi ne ha di più vince. Tenete conto che la fama si può guadagnare e perdere magari vendendo schifezze agli avventurieri, pubblicando sciocchezze, cercando di confutare teorie granitiche e anche in altri modi. Allo stesso modo durante la partita bevendo pozioni a destra ed a manca ci si possono procurare dei danni oppure si è costretti a pagare i poveri apprendisti che si sottopongono alle nostre sperimentazioni. Pur essendo agli albori della scienza è possibile anche ottenere delle concessioni che altro non sono se non gli antenati dei finanziamenti. Ci pagano per proseguire i nostri studi anche se poi dei soldi possiamo fare quello che vogliamo.

Setup per una partita a quattro giocatori

Setup per una partita a quattro giocatori

Alchimisti è worker placement tipico con una serie di innesti, la deduzione per giungere agli alchemici, ed il bluff, per la pubblicazione delle teorie, che ne fanno un gioco di prima fascia. Mi è piaciuto molto anche come ambientazione. Sarà lo schermo che isola i giocatori, saranno le pozioni o gli ingredienti, fatto sta che ci si cala pienamente nella ricerca degli alchemici. Sgombro il campo dalle “polemiche” sull’uso degli smartphone e dei computer. Non è assolutamente un videogame. Alchemici è e resta un gioco da tavolo. L’app serve soltanto ad aumentare a dismisura la longevità e la fruibilità del gioco. Si poteva ottenere lo stesso risultato anche con una quintalata di carte, o con qualche altro modo per mischiare gli alchemici ed associarli agli otto risultati possibili. Quindi ben venga l’app che semplifica il tutto e riduce sensibilmente i costi. Le meccaniche sono semplici e si comprendono facilmente. Il regolamento è molto chiaro. L’edizione italiana della Cranio Creations è molto ben curata ed esente dal problema di fustella che ha afflitto l’edizione internazionale della CGE. La fortuna è sostanzialmente assente, l’interazione è indiretta anche se il sistema architettato per la selezione delle azioni è molto buono e ci si può dar fastidio. Il tutto senza dimenticare le pubblicazioni. La componentistica è a dir poco di qualità. L’app è facile da usare e molto veloce. Alchimisti è un gioco per giocatori anche se l’ho provato anche con giocatori non abituali e tra smartphone e grafica accattivante la partita è arrivata bene alla fine. Non ci sono particolari differenze tra le partite a due giocatori e quelle con tre o quattro alchimisti. Ci sono, poi, due modalità di gioco. Apprendista e Maestro, con piccole differenze sul setup e sulla fase di pubblicazione/smascheramento. Il mio giudizio è sicuramente positivo, il gioco si trova in giro a 50 euro per l’edizione Cranio Creations, una decina di euro per quella internazionale. Alchimisti è il primo dei giochi che ho comprato a Lucca e di cui leggerete la recensione qui sul blog, se avete delle richieste da fare utilizzate i commenti o i social network. Sulla pagina Facebook potete godervi una photogallery dedicata ad Alchimisti. Buona Visione e Buon Gioco.

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15 commenti

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  2. La versione italiana della Cranio che ho io ha il problema dei fustelle e anche della immagine di sfondo sfasata. Tocca aspettare CGE per il rimpiazzo componenti, che sto mimando uno a uno, e l’adesivo da attaccare dietro.

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  5. Sembra di capire che la versione di Lucca sono ancora con problemi probabile. i token sono ovali e non entrano ma con una lima si risolve. Gioco impegnativo per nulla facile , il che lo rende ancora più interessante,

    • E’ molto strano, io l’ho preso a Lucca e i token entrano tutti senza problemi. Però non sei il primo che mi dice sta cosa, quindi forse alcune scatole continuano a presentare problemi o forse solo alcune non lo avevano il problema e io sono stato fortunato

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