Giochi e Giocatori le interviste, AiBindrye: “Gli autori italiani faranno parlare di sè a lungo”

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AiBindrye ha scelto uno dei peggiori sequel della storia del cinema. Speriamo bene...

AiBindrye ha scelto uno dei peggiori sequel della storia del cinema. Speriamo bene…

Con questa seconda parte dell’intervista ad Ivano aka AiBindrye ho voluto sperimentare qualche domande di genere diverso. A cominciare da questa intervista, infatti, oltre alle domande classiche che reputo comunque interessanti cercherò di indagare un po’ più in profondità su vari aspetti del mondo dei giochi da tavolo e dei giochi di carte. Ovviamente molto dipenderà dall’inervistato. In questo caso è andato tutto come volevo e ne è uscito fuori un bel ritratto. Se vi siete persi la prima parte dell’intervista vi conviene leggerla prima di continuare. Ringrazio Ivano e gli lascio la parola.

Quali sono i giochi che ti hanno colpito di più tra quelli usciti a Essen/Lucca?
Da questa domanda deduco che tu non abbia letto il mio report su Essen 2014.. 😀 Brevemente: Historia e The Golden Ages, provati in fiera, mi hanno restituito sensazioni differenti pur declinando in modo asciutto e piacevole lo stesso tema, essendo entrambi giochi di civilizzazione. Confido nell’idea che possano rientrare nella mia hot-list definitiva. Altro titolo, comprato all’ultimo secondo utile della domenica è stato Panamax, del collaudato duo Soledade-Sentieiro, che già dopo la prima partita mi ha convinto appieno! Un gestionale con pick-and-delivery e una spruzzata di mercato azionario, rapido, interattivo e con una vagonata di dadi (merce) a riempire il tabellone. Promosso a pieni voti. Infine due titoli lontani dai riflettori ma che consiglio di provare: Speakeasy e King’s Pouch.

Tra i giochi che non sono ancora usciti quale attendi con più curiosità?
Non considerando i progetti finanziati su Kickstarter e che arriveranno, si spera, non prima di qualche mese, la mia wish-list su BGG cita: City Hall, Nippon, Churchill, Inis, Conan: Hyborian Quests ed ovviamente il nuovo gioco della coppia Doumen/Wiersinga previsto per il prossimo anno.

Qual è il gioco che avrà maggior successo nel 2015?
Star Wars: Imperial Assault, perché è “due giochi in uno”: dungeon crawler e skirmish, perchè ha nel brand una forza prorompente e perché si prospettano un’enormità di espansioni per allungarne la longevità.
Alchemists, perché la sua originalità ha stupito tutti ad Essen ed ha aperto la strada all’utilizzo della tecnologia nei giochi da tavolo. La curiosità che suscita tra gli appassionati non credo svanirà molto presto. Historia, The Golden Ages e Hyperborea, perché sono tre titoli dal tema intrigante, perfettamente riusciti e hanno già riscosso notevole successo agli eventi in cui sono stati presentati.

Quando scegli un gioco da acquistare da cosa ti fai convincere?
Da Agzaroth, Pennuto e Kenparker, principalmente, se si tratta di “German”. Da Mik, Normanno, Aledrugo, se sto pensando ad un “American” 😀 Ma fossero “solo” loro….. (N.d.R. Si tratta di utenti della Tana dei Goblin)

Qual è la tua meccanica preferita?
Mi piacciono i giochi d’asta, perché c’è una gestione delle proprie possibilità economiche e un elemento di bluff intrinseco che mi diverte molto (ad es. Homesteaders e Principi di Firenze); mi piacciono i giochi di deck-building, quando non eccessivo, perché l’ottimizzazione del proprio mazzo di carte è una sfida impegnativa e costante (ad es. questa meccanica è ottimamente implementata in Lewis & Clark, uno dei miei giochi preferiti); mi piacciono i giochi di piazzamento e maggioranze, perché introducono interazione al tavolo e danno adito più facilmente a situazioni “divertenti” tra i giocatori (ovviamente penso innanzitutto a Tammany Hall, ma anche Vanuatu); ci sono, infine, i worker-placement e gli azionari, che forse sono i miei preferiti in assoluto: i primi incarnano, probabilmente, lo spirito del gioco cosiddetto “German” e sono facilmente modellabili dal genio dell’autore che può ricavarne, se riesce, innovativi twist con relativa semplicità (penso a quel capolavoro che è Bus, della Spellen Splotter e alle sue trovate geniali), mentre i secondi consentono di vivere una partita al ritmo di una giornata a Piazza Affari e richiedono scelte puntuali e accorte per terminare la partita da vincitore (splendido esempio è Imperial, seppur sia riduttivo considerarlo “solo” un azionario, ma anche i più recenti Green Deal e Panamax promettono bene), garantendo però una soddisfazione enorme al termine della partita, a prescindere dal risultato finale. E ho dimenticato i giochi di gestione risorse, i pick-and-delivery, i wargame card-driven.. mmm.. forse me ne piacciono troppi!!

Hai un autore che preferisci rispetto agli altri?
Si. Martin Wallace. E per supportare questa mia convinzione possiamo considerare sia la sua sterminata opera (cito i più conosciuti: Steam/Age of Steam/Railways of the World, Princes of the Renaissance, Struggle of Empires, Brass, London, A Study of Emerald, Pochi Acri di Neve, Rise of Empires, Libertè, Mythotopia, First Train to Nurnberg, Tinner’s Trail, Automobile, God’s Playground, Tempus) che annovera un numero impressionante di titoli nelle posizioni più alte di BGG, sia la sua abilità nel proporre giochi che garantiscono sfide sempre avvincenti e profonde, dalle meccaniche ogni volta differenti ma perfettamente amalgamate all’ambientazione scelta. Ha dato vita al filone di giochi a tema ferroviario modellandone diversi a seconda del grado di difficoltà pensato, ha unito deck-building e wargame, ha spaziato tra varie meccaniche creando sempre meccanismi “perfetti”. E ultimamente sta anche scrivendo dei regolamenti comprensibili.. cosa chiedere di più? 🙂

Altri cinque tra i giochi preferiti da AiBindrye

Altri cinque tra i giochi preferiti da AiBindrye

Tu sei stato ad Essen che consigli daresti a chi vuole programmare una trasferta in terra tedesca? Come arrivare in Germania? Come regolarsi con i giochi acquistati sul posto? Come fare a giocare il più possibile e come riuscire a beccare le novità più interessanti? Chi non parla inglese o tedesco come può arrangiarsi? Varie ed eventuali sulla fiera tedesca
Io vivo a Dusseldorf in questo momento, quindi per l’organizzazione del viaggio posso al massimo limitarmi ad un: prendi un volo che arrivi da queste parti e vieni, per l’alloggio invece.. c’è il divano di casa mia 😀 Per quanto riguarda i giorni in fiera invece un vademecum in pillole lo potrei pure fare.. vediamo..

– Per giocare il più possibile è fondamentale non rincorrere esclusivamente i giochi più ricercati della fiera o quelli sottolineati in rosso sul proprio foglio-guida! Bisogna cogliere l’opportunità del “primo tavolo libero” il più possibile e soprattutto il sabato puntare ai padiglioni meno affollati (di norma il primo e il secondo)

– Per essere certi di scoprire una novità meritevole, invece, è obbligatorio arrivare informati. La Tana dei Goblin, come tradizione da qualche anno a questa parte, e grazie al lavoro encomiabile di tutti i pelleverde volontari, mette a disposizione decine e decine di anteprime dei giochi in uscita per Essen; in questo modo è facile costruirsi una road-map (come ho fatto anche io) ed avere all’occorrenza un piano A, ma anche B, C, D.. senza paura di perdersi tra gli stand

– Per mia fortuna non ho problemi con l’inglese (il tedesco continuo a ignorarlo pur vivendo qui) e questo consente di comunicare con tutti.. ma sono sicuro che un’eventuale barriera linguistica sia l’ultimo dei problemi da affrontare in fiera 😉

– Portatevi i contanti perché al bancomat ho visto code chilometriche (non troppi, che poi li spendete tutti, non pochi, che “metti che trovate l’offerta irrinunciabile..”); premunitevi con pasti e bevande “a sacco” altrimenti comprare una bottiglia d’acqua vi costa più di un filler; munitevi assolutamente di un trolley di qualsiasi tipo (IKEA ne vende di richiudibili a pochi euro) per evitare di doversi barcamenare tra buste e bustoni vari (tanto lo sappiamo tutti che alle 11 di giovedi si è già comprato l’impossibile, nonostante i buoni propositi 😀 )

– Per quanto riguarda il “piano di battaglia”: destinate il giovedi mattina agli acquisti “mirati”, soprattutto per i giochi di piccoli editori, le espansioni introvabili, i giochi giapponesi.. quelli insomma per cui il rischio del sold-out al giovedi sera è alto; la domenica pomeriggio invece, se possibile, non esitate a chiedere sconti o copie demo agli stand, soprattutto a quelli degli editori (i rivenditori fanno buoni prezzi, trattabili, anche gli altri giorni) che non hanno interesse a ritornare con degli scatoloni sul groppone; il sabato evitate il padiglione 3, ma anche l’1.. insomma destinatelo a quello degli editori emergenti e sperate che non sia super affollato.
Spero di essermi ricordato tutto 😀 Ah no, manca la cosa più importante: godetevi ogni istante della fiera e divertitevi! E’ un’esperienza unica.

AiBindrye ad Essen

AiBindrye ad Essen

Cosa dovrebbero fare gli attori del mercato italiano (editori-giocatori-Autori-Informazione) per allargare il mercato dei giochi da tavolo?
Vorrei avere delle risposte che purtroppo mi mancano. Le difficoltà di diffusione di questo hobby sono palesi e mi piacerebbe, anzi ti sprono ad organizzarne, vedere più “tavole rotonde” che si preoccupino di questo aspetto. Di certo potrei partire con un pistolotto contro l’informazione o meglio contro il non saperla fare (o volerla fare bene) che rappresenta un male diffuso a più livelli nella nostra società, ma non è il caso adesso và.. 🙂

Cosa ti piace e cosa non ti piace della situazione italiana?
Analizzando le uscite e i risultati delle ultime fiere c’è da essere orgogliosi ed ottimisti riguardo al “Made in Italy” in materia di giochi da tavolo. Autori come Chiarvesio, Pranzo, Valtriani, Ferrini e tanti altri hanno arricchito quest’anno la proposta ludica nostrana con titoli validissimi, destinati a far parlare di sé a lungo (si spera). Questo dovrebbe e potrebbe essere da traino per un mercato, quello dei giochi da tavolo in Italia, in costante difficoltà in quanto a numeri di vendita, ma a parer mio decisamente sano, vitale e propositivo dal punto di vista dei giocatori.
Quello che non mi piace, principalmente, è distante dalla dicotomia venditore/compratore di giochi e riguarda la cultura ludica intesa come arricchimento, opportunità di crescita e aggregazione, all’interno della società italiana. E’ un fenomeno, ahimè, evidente e richiede tempo, lavoro e costanza per essere combattuto ma risulta maggiormente chiaro a chi, come me, ha l’occasione di poter verificare quanto sia diversamente considerato il gioco da tavolo nella società tedesca, per esempio. A prescindere dai numeri, ripeto, anzi forse a monte di tutto il discorso “economico” che porta alle difficoltà di distribuzione che conosciamo.

E con questo è tutto. Aspetto le vostre opinioni su questo nuovo tipo di domande, se c’è qualcosa che vorreste chiedere ai giocatori più esperti, agli editori, ai rivenditori ed agli autori fatemelo sapere. Farò da tramite per le vostre curiosità. Buon Gioco.

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