Papecarz, intervista all’autore Davide Ghelfi

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La scena italiana dei giochi da tavolo e dei giochi di carte, da un paio di anni a questa parte, sta mostrando un fermento a mio avviso molto importante. Ci sono sempre più autori e sempre più case editrici si lanciano sul mercato. Certo c’è chi riesce a restarci, chi avanza e chi ha difficoltà ma è il mercato bellezza, come direbbe qualcuno più ferrato di me in materia. Tutto questo enorme giro di pista per presentarvi Davide Ghelfi e il suo Papecarz un gioco completamente italiano che strizza l’occhio agli american game. Di solito quando sono in un momento di tranquillità faccio un giro per il web alla ricerca di news sui giochi da poter utilizzare per dei post qui su Giochi e Giocatori. Prendo i miei appunti e poi cerco di trasformarli in qualcosa di leggibile. Purtroppo prendo molti più appunti di quanti ne riesca, poi, effettivamente ad utilizzare. Papecarz lo avevo scoperto durante un viaggio in treno, solo che l’appunto è rimasto lì per settimane. Quando Omar Rotili è venuto da me a propormi un’intervista all’autore di Papecarz ne sono stato felicissimo, per cui basta chiacchiere. Lascio la parola ad Omar e Davide Ghelfi. Buona Lettura.

Parlaci di te, chi sei ?

Vivo a Milano e mi occupo di “soluzioni visive”, character design, grafica, illustrazione vettoriale e altre amenità. Sono appassionato di cinema (soprattutto classico), arte (avanguardie storiche), musica (jazz delle origini) e sport (soprattutto calcio, hockey, motori, ciclismo, boxe e corse dei cavalli). La mia vera passione riassumendo penso sia il secolo passato, il ‘900.

Che giocatore sei, a cosa giochi ?

Gioco in continuazione con tutto quello che ho a disposizione, si tratti di un bicchiere o di un pezzo di carta inevitabilmente inizio a giocherellarci e mi diverto. Per il resto quando ne ho l’occasione e trovo qualcuno che ci sta gioco praticamente a tutto. Tra i giochi che ho preferito senz’altro Subbuteo e Table Hockey, poi Rail Baron (splendido), Inkognito (storico) Gino Pilotino (mitico), scacchi (sono una schiappa) e moltissimi altri. Non possiedo un grande agonismo quindi giocare con me non deve dare molta soddisfazione perché vincere o perdere poco mi importa, l’importante è stare insieme.

Papecarz è il tuo primo gioco?

Fin da bambino ho giocato e puntualmente stravolto le regole dei giochi che giocavo; inevitabilmente ho iniziato a creare giochi miei di tutti i tipi; astratti o ambientati che fossero: tutti giocati e “apprezzati” (o disprezzati) solo da amici e parenti. Papecarz è il primo progetto che mi sono deciso a condividere pubblicamente, anche perché è un progetto più ampio, tra design, boardgame e papercraft.

Raccontaci come nasce Papecarz

Papecarz nasce diversi anni fa piegando un biglietto del tram; sono quindi partito dall’oggetto (macchinina) per progettare poi il gioco. In quel periodo contribuivo alla comunità di Generally (un bellissimo e semplicissimo gioco di corse in 3d) disegnando piste e macchine, così ho pensato di portare un videogame sulla carta ed ecco Papecarz. Mi divertiva l’idea di macchinine di carta (su una pista di carta) che girano in tondo senza meta.

L’ambientazione è importante?

L’ambientazione in Papecarz è poco importante, non si tratta di un gioco di simulazione, può giocarci chiunque; la macchinina per me rappresenta semplicemente un archetipo ludico (così come le bambole). Sentire durante i playtest adulti che spostando la propria macchinina accompagnavano la mossa con un sonoro “Vrooom!” me lo ha confermato. Non serve essere appassionati di corse per giocare. Papecarz è un gioco tattico/strategico, il punto è non rimanere con carte “danno” in mano e sfruttare al massimo le carte “boost”, il tutto attraverso le soste ai box e cercando di “difendersi” dalle bastardate altrui e dall’incognita “safety car” che spariglia incasinando il tutto almeno tre o quattro volte a gara.

Paragoneresti Papecarz con altri giochi?

Non paragonerei Papecarz con altri giochi di ambientazione automobilistica, Formula D e Race Formula 90 sono diversissimi tra loro ma entrambi bellissimi e secondo me mettono un punto importante sul simulativo ambientato in Formula1. Thunder Alley si avvicina a Papecarz per l’ambientazione Nascar ma anch’esso insegue la realtà. Volendo scherzare forse Papecarz è più un insieme tra Black Jack, Poker e “Non t’arrabbiare”

Come mai la Nascar, un’ambientazione cosi lontana dagli europei?

Mi colpì tanto tempo fa una frase di Woody Allen che parlando dei giochi di corse automobilistiche ne sottolineava il geniale paradosso: “…cercano di riprodurre qualcosa di velocissimo con una lentezza mortale”. Non potendo riprodurre la “velocità” ho optato per riprodurre il caos, e nelle corse Nascar più che nella F1 (soprattutto odierna) il caos regna sovrano tra pitstop, cautions e “colpi di scena”.

Chi è il giocatore tipo di Papecarz?

Prima di tutto è un ingenuo, nel senso più puro del termine; lo deve divertire l’idea di costruirsi macchinine con la carta! Per il resto ci può giocare veramente chiunque, il gioco è giocabile anche a livelli di difficoltà differenti quindi dal bambino all’adulto tutti ci si possono divertire.

Papecarz avrà una scatola?
No, il punto di forza di Papecarz è proprio il “Flat Pack”, ovvero il gioco è contenuto in una cartelletta piatta mentre le macchinine stanno benissimo su una mensola.

 

Per maggiori informazioni su Papecarz e per aiutare il gioco a reperire fondi potete fare un salto su Indiegogo. Mancano sei giorni ed il traguardo è molto vicino. In tema di interviste vi segnalo quella che ho fatto a Stefano Castelli l’autore di Bomarzo. Vi lascio con il video promozionale di Papecarz. Buona Visione e Buon Gioco.

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1 commento

  1. Riccardo "Spido" Scotti on

    Volevo ringraziare come sempre GIochi e Gicoatori per la news, e complimentarmi con Davide per l’idea e il concept.
    Non poteva mancare nella mia collezione questo gioco, campagna fatta!
    Grazie davvero!

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