Bruti, recensione ed unboxing del gioco di GiPi

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Finalmente vede la luce la recensione di Bruti il gioco di carte ideato e disegnato da GiPi. Per diversi motivi è stato un gioco che ha richiesto un bel po’ di settimane di gioco per poterne scrivere in maniera approfondita e con cognizione di causa. Questa recensione è l’occasione per dare il benvenuto ad un nuovo collaboratore: Armando Intignano. Quello che leggerete è tutto opera sua. Scendete nella Fossa, oh valorosi, disperati, poco piacenti e anche un po’ cafoni guerrieri romanacci, e datavele di divina ragione. Questa è l’essenza di Bruti, l’opera prima – in ambito ludico – di Gipi, al secolo Gianni Pacinotti, fumettista ed illustratore di successo, già finalista del Premio Strega nel 2014 con la graphic novel “Una storia” – primo fumetto candidato nella storia del premio letterario – e regista di “L’Ultimo Terrestre”, in concorso alla 68^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 2011.
Bruti è un gioco di carte per 2-4 persone, giocabile in modalità Duello oppure in Rissa – tutti contro tutti, volano randellate – o Schiera, cioè in squadre da due tipo Scopone, ma con spade e bastoni che fanno male davvero. Le regole sono semplicissime, a dispetto di un regolamento scritto piuttosto male e di cui – a pochissimi giorni dall’uscita – si era resa necessaria una versione 1.1 e di cui è ora disponibile online la versione 1.2 ,che sarà anche distribuita gratuitamente nei negozi di giochi. Nel contempo, anche alcune carte sono state correte o riformulate.

Ogni guerriero ha una Condizione iniziale che corrisponde sia alla sua “vita” sia al numero di carte Combattimento che può tenere in mano: più scende la sua Condizione, meno carte può avere in mano, diventando sempre più vulnerabile. Tale valore è determinato dal Personaggio scelto, dall’Arma scelta, dalla decisione di avere o meno uno Scudo e/o un’Armatura e, eventualmente, dall’Oggetto Speciale pescato all’inizio del gioco. Tutte queste carte compongono la Dotazione del guerriero. A queste si aggiunge una carta fondamentale, l’unica che permette di arginare – per quanto possibile – la componente aleatoria, e di implementare un pensiero strategico, cioè il Movimento: usato (“esaurito”) in Attacco permette di cambiare o pescare carte senza passare il turno; usato in Difesa permette di cambiare carte prima di rispondere ad un attacco, quindi contribuire a salvare la pellaccia (o le proprie “recchie”, trofei di guerra in Bruti).
Le carte che appartengono alla propria dotazione possono contenere dei teschi, il cui totale corrisponde al numero di Danni arrecati all’avversario in caso di attacco andato a buon fine. I guerrieri attingono da un mazzo di Combattimento comune, che è il cuore di Bruti e che contiene Mosse, Colpi, Potenziamenti, Parate e Schivate per cercare di portare a 0 la Condizione degli avversari e, nel contempo, difendere la propria vita. Le Mosse sono delle specifiche azioni che vanno risolte subito, e possono essere giocate una per volta ed in numero illimitato nel proprio turno. I Colpi, anch’essi giocabili uno per volta – se non diversamente specificato da altre carte o dalle abilità personali -, possono essere normali o potenti (valore 1 o 2) e, se potenziati, fanno ancora più male. Le Parate, normali o potenti, difendono dai colpi, e le Schivate ti permettono anche di passare in attacco.

Nel proprio turno, il guerriero in attacco può, quindi, usare Mosse e sferrare Colpi da cui l’avversario bersagliato deve provare a difendersi con una combinazione di Colpi dello stesso tipo, Parate, Schivate e uso dello Scudo che raggiunga o superi il valore di attacco. Se non può difendersi, è costretto a scartare un numero di carte pari al valore di attacco: in tal caso si dice “colpito”, e l’attaccante “s’infervora” pescando una carta e restando di turno. Se il numero di carte che è costretto a scartare è superiore a quante ne possiede in mano si dice “ferito”, pesca tanti Danni quanti sono i teschi presenti nelle carte della dotazione (personaggio, arma, oggetto speciale…) dell’attaccante e passa in attacco.
Il mazzo dei Danni ne contiene di più lievi – che limitano le azioni del personaggio ferito ma senza intaccarne la Condizione – e di più gravi, che portano inesorabilmente la Condizione verso lo 0.

Il turno passa all’avversario ogni volta che si riesce a ferire, oppure quando costui si difende utilizzando una Schivata, oppure quando si pesca una carta (senza utilizzare l’utilissimo Movimento), oppure quando si riattiva una qualsiasi carta della propria dotazione precedentemente “esaurita”, ad esempio il Movimento o lo Scudo. A tutto ciò si aggiungono alcune regolette sull’uso dello Scudo e dell’Armatura, qualcun’altra opzionale, alcune modalità di gioco che ne ampliano l’esperienza, alcuni scenari predefiniti in cui utilizzare dei personaggi speciali, e gli “interventi divini”, veri e propri capricci degli Dei Beffardi, del tutto regolati dalla pura fortuna. Il gioco è stato finanziato con un crowdfunding di successo – ed ottimamente gestito – su Ulule, che ha coinvolto anche le tavole originali dei disegni di Gipi, ed è stato successivamente presentato al Lucca C&G del 2015. Nonostante alcuni obiettivi raggiunti con la campagna siano stati a tutt’oggi disattesi – ad esempio l’app per creare i propri personaggi e l’omaggio delle bustine protettive per le carte, in arrivo dalla Cina ed ancora disperse in mare aperto -, lo staff è riuscito a creare e gestire con simpatia – anche personalmente, tramite commenti dell’autore stesso – un’affezionatissima fanbase di oltre 8000 seguaci su sulla pagina Facebook e 1260 membri nel gruppo BRUTI FAQ, molti dei quali si incontreranno e scontreranno al primo Bruti Day previsto il 22 Maggio a Roma, all’ARF! Festival di Storie, Segni e Disegni che si terrà al MACRO di Testaccio.

I componenti del gioco sono di ottima qualità e supportati dagli egregi disegni di Gipi. A tal proposito, è davvero incomprensibile la scelta di utilizzare il medesimo disegno per tutti i tipi di Danni, siano essi alla testa, alle gambe, ferite profonde, stordimenti… su tutti c’è sempre la stessa – seppur ottima – chiazza di sangue. L’iconografia, fondamentale in un gioco di carte, è la vera ferita di Bruti (gli Oggetti Speciali che aumentano la Condizione o che procurano Danni non ne presentano i rispettivi simboli, bensì soltanto testo; lo Scudo riporta il simbolo di uno scudo verde come le Parate, eppure non viene considerato al loro pari nel momento in cui qualche carta le influenza…), insieme agli errori di testo e di contenuto su alcune carte che, all’apparenza, non darebbero adito ad alcun tipo di interpretazione, eppure sono state esplicitate in maniera più approfondita – e talvolta inspiegabile, se confrontata con il testo scritto – nel gruppo Facebook. Su tale errori si correggerà di sicuro il tiro nella prima espansione del gioco di prossima uscita, di cui Gipi ha già regalato delle anteprime degli splendidi disegni – e delle nuove meccaniche – sempre su FB. Nonostante queste pecche, Bruti è divertente, l’ambientazione si sente parecchio (a meno che non ci abbiano già tagliato le “recchie”..!), la meccanica è semplice ed efficace, il ritmo è veloce e piuttosto serrato. La fortuna è davvero molto presente, ma non ne inficia la godibilità. La componente strategica è relegata principalmente alla carta Movimento ed a tutte le carte ad “esaurimento”, nonché – in minima parte – alle carte che si decide si scartare quando si è costretti. La scalabilità è ottima, soprattutto in modalità Rissa a 3 o 4 giocatori. La longevità è buona, complici soprattutto la sua semplicità e l’impegno minimo richiesto e ripagato da grasse risate e ghigni sanguinosi. Il prezzo di € 24,90 (riferito alla versione basic del gioco, mentre quella deluxe – comprendente alcune amenities ed alcune carte in più – è esaurita da tempo, e si parla di un prossimo upgrade per chi voglia procurarsi le carte mancanti nella Basic) è adeguato ai materiali ed alla fama del designer ed illustratore del gioco.

Armando Intignano

Aggiungo qualche parola a quello che ha brillantemente scritto Armando. Il mio giudizio sul gioco è sostanzialmente lo stesso. E’ un gioco divertente che risente di un progetto editoriale che manca di esperienza. Un editore esperto del settore avrebbe sicuramente migliorato il tutto. Può capitare con un’opera prima. L’espansione sicuramente non avrà di questi problemi almeno me lo auguro. Visti gli errori presenti su diverse carte sarebbe opportuno, a mio parere, che chi ha già acquistato il gioco, soprattutto l’edizione deluxe a 40 euro, non sia “costretto” ad acquistare l’espansione per poter avere il gioco base corretto. Mettere le carte corrette in un pacchetto da dare gratuitamente a chi ha già comprato il gioco sarebbe un bel gesto. In attesa di capire come evolverà la situazione vi invito a leggere il reportage sul Comicon 2016 e la recensione di Among Nobles. Buona Lettura e Buon Gioco.

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