Asmodays 2016: giochi provati e considerazioni

2

Sabato e domenica si sono svolti gli Asmodays 2016 al Museo d’Arte Contemporanea di Roma, il Macro. Dopo diversi anni ho potuto partecipare a questa manifestazione perchè la sede romana è decisamente più alla mia portata di quelle emiliane che l’hanno preceduta. Gli Asmodays sono stati organizzati da Asmodée Italia che poi è la Asterion Press che tutti conosciamo. Parto dalla location. Il Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Macro, è di sicuro un salto di qualità. Zona centrale di Roma, sede prestigiosa e già abituata ad accogliere eventi legati ai giochi da tavolo ed ai giochi di carte. Nonostante la giornata, io ho partecipato solo il 10 settembre, climaticamente piuttosto varia e qualche disguido nell’organizzazione direi che è andato tutto per il verso giusto. Da rimarcare la professionalità dello staff della Asterion che, a parte la solita bravura nella spiegazione dei giochi, ha saputo improvvisare e risolvere qualsiasi situazione fuori dal copione. Il piano terra-ingresso prevedeva una sorta di check in per verificare le prenotazioni, consegna braccialetto, scelta di tre omaggi tra le tante promo disponibili, visita alla sala adibita a mercato e possibilità di provare qualche gioco light del catalogo della Asterion Press.

Il clou degli Asmodays 2016, però, era al secondo piano del Macro. Da un lato c’era la sala della Pendragon Game Studio, che ha un accordo di distribuzione con la Asterion Press, e dall’altro la sala della Asterion stessa. Ho visitato la sala della Pendragon ma non ho provato nessun gioco perchè li ho praticamente tutti e vi consiglio di leggere la recensione di Dogs of War, Coloni Imperiali e Mythomakia se volete arricchire un po’ la vostra ludoteca. La sala della Asterion, invece, mi ha offerto la possibilità di provare un po’ di titoli che inseguivo da qualche mese.

Ho cominciato con il titolo più atteso. Time Stories un gioco per 2-4 giocatori della durata di un’oretta e mezza circa. Non ho portato a termine la partita perchè si tratta di un gioco one shot. Una volta rivelata e portata a termine la storia è piuttosto difficile rigiocarlo. Una scelta piuttosto in voga negli ultimi dodici mesi. Non stiamo parlando, però, di un legacy quanto di un gioco molto imperniato sulla storia e sulla narrazione della stessa. Mi ha ricordato pesantemente gli adventure game che imperversavano sui PC tra gli anni ottanta e la metà degli anni novanta. Quelle che sono passate alla storia come le avventure punta e clicca. L’ambientazione è quella dei viaggi nel tempo, un po’ come la serie tv con Scott Bakula come protagonista, in viaggio nel tempo. I giocatori sono viaggiatori nel tempo chiamati a rimediare a situazione potenzialmente dannose per il flusso temporale. Nello specifico di questa prima avventura l’ambientazione è quella di un manicomio degli anni venti del secolo scorso. Le meccaniche di gioco sono semplici e coinvolgenti. Si procede esplorando le location e risolvendo le varie situazioni che ci si parano davanti. Il limite è quello delle unità di tempo da sfruttare per portare a termine la missione o per vederla fallire miseramente. Mi ha fatto un’ottima impressione ed è un acquisto sicuro per Lucca Comics and Games 2016.

Setup di Time Stories

Setup di Time Stories

Il secondo step è stata la terza edizione di Runebound. Un classico gioco fantasy che molti di voi conosceranno. Non ho mai giocato alle prime due edizioni per cui non so dirvi quali siano le differenze. Il gioco, che prevede due scenari diversi tra loro, è classico. Ogni giocatore ha un eroe. Tutti sono impegnati a risolvere lo scenario, ma alla fine è uno solo che vince. E’ un american game classico per il genere. Si va in giro per la mappa a sconfiggere mostri, completare quest, risolvere eventi ed acquistare oggetti magici. Il tutto mentre si cerca di migliorare il proprio personaggio. Molto particolare il sistema di combattimento che si svolge a turni lanciando in aria dei dischetti, diversi per ogni personaggio, con le abilità peculiari da utilizzare durante la battaglia. E’ un gioco molto interessante per chi ama il genere. Siamo, come complessità, un gradino sotto Mage Knight ma al di sopra di Talisman tanto per citare capisaldi del genere.

Altro titolo molto atteso era Star Wars Rebellion. Ennesimo scontro tra Impero e Ribelli, il gioco è per 2-4 giocatori dalla durata superiore alle tre ore. A mio avviso è più indicato per il gioco a due, ma la modalità per quattro giocatori è molto interessante. E’ un gioco impossibile da riassumere in un paio di righe. In sostanza le due fazioni si sfidano perseguendo due obiettivi differenti e utilizzando i propri leader per portare a termine missioni o per attaccare direttamente l’avversario. L’idea che mi sono fatto è che chi vuole un gioco profondo, tattico e strategico con quintali di miniature e situazioni differenti allora può rivolgersi serenamente a questo titolo.

Il board di Runebound terza edizione

Il board di Runebound terza edizione

Nel pomeriggio ho provato Tragedy Looper un gioco che fece scalpore un paio d’anni fa ad Essen e che ora possiamo giocare in italiano grazie ad Asterion. E’ un titolo per 2-4 giocatori con diversi scenari da portare a termine. In gioco, a prescindere dal numero di giocatori, ci sono sempre quattro personaggi. Il master-genio del male che mira a far accadere le tragedie da cui deriva il titolo e dall’altra da 1 a 3 giocatori che gestiscono tre agenti temporali. Manipolando i personaggi dello scenario, la cui identità è ignota all’inizio, bisogna far accadere o evitare le disgrazie a seconda dei casi e degli scenari. Per farlo si possono spostare tra le location, si possono calmare o innervosire e si può influire sulla criticità dello scenario. Si devono, poi, fronteggiare un tot di turni prestabiliti entro i quali accadono o devono accadere degli eventi. Sembra complesso ma non lo è. Il gioco è intrigante e ve lo consiglio se volete provare qualcosa di diverso dal solito german o dagli american ricchi di dadi e carte. Mi ha fatto veramente una bella impressione.

Ho chiuso la mia giornata agli Asmodays 2016 con Pandemic: Reign of Cthulhu. Una versione in salsa lovecraftiana del classico Pandemic. Io non sono un amante del gioco di lotta alle malattie su scala globale, però ho apprezzato questa versione che introduce qualche variante e risulta più piacevole dell’originale conservandone i pregi e la difficoltà di fondo. In sostanza gli investigatori, ognuno con le sue peculiarità, girano per le varie città cercando di chiudere quattro portali, uccidendo cultisti e scacciando mostri. Per farlo possono utilizzare delle reliquie che mettono a dura prova la sanità mentale degli investigatori. Il tutto prima che i grandi antichi arrivino tutti sulla Terra. Da notare che gli otto grandi antichi necessari per perdere la partita la modificano in corso d’opera. Ad ogni grande antico che giunge sulla terra, infatti, gli investigatori devono sottostare ad una penalità o ad un cambio regole sfavorevole. Se non avete Pandemic fate un pensiero a questa versione, se invece avete già il gioco originale magari potete farci qualche partita di prova per capire se le aggiunte sono sufficienti a farvi aggiungere questa scatola alla vostra collezione.

In definitiva è stata una bella giornata, i giochi i potevano provare tranquillamente senza grosse attese. C’era comunque sempre un tavolo libero. La presenza di due bar ha reso la pausa pranzo assolutamente agevole e volendo si poteva pure fare una capatina nelle sale del Macro per vedere qualche opera d’arte moderna. Insomma esperienza assolutamente positiva che spero si ripeterà. Roma merita una manifestazione di alto livello per quanto riguarda il mondo dei giochi da tavolo e dei giochi di carte. Magari potrebbero essere proprio gli Asmodays. Sulla pagina Facebook di Giochi e Giocatori trovate una photogallery sugli Asmodays 2016. Buona Visione e Buon Gioco.

Segui Giochi & Giocatori su Facebook su Twitter e su Instagram

Share.

About Author