Essen 2016, ultimi giochi e considerazioni finali

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E’ arrivata alla fine anche l’edizione 2016 della Fiera di Essen. Adesso l’attenzione degli appassionati italiani di giochi da tavolo e giochi di carte si sposta su Lucca Comics and Games. Prima di girare pagina, però, c’è un’ultima carrellata di giochi e qualche considerazione su quanto visto durante la kermesse tedesca che è pur sempre la più importante al mondo per numeri e risultati.

Un’ottima impressiona l’ha lasciata Railroad Revolution il gioco di Marco Canetta e Stefania Niccolini. I giocatori sono compagnie ferroviarie che competono tra loro per primeggiare in un mercato durissimo. La particolarità di questo worker placement è che i lavoratori evolvono durante il gioco, si passa dal semplice operaio non specializzato al manager. Il tutto attraverso un sistema di obiettivi progressivi. La scelta se far progredire oppure no un determinato lavoratore, però, non è banale. Ogni livello di lavoratore ha un colore e delle caratteristiche specifiche. Le potenzialità sono ottime ed a Lucca ci sarà grande attenzione per questo gioco.

Due giochi non si possono proprio inserire nella categoria light, non fosse altro che per una mera questione di peso: A Feast for Odin e The Colonist. Il gioco di Uwe Rosenberg è mastodontico. La meccanica base è quella della selezione delle azioni che sono divise per settore ed ogni settore ha diverse azioni possibili. Ad occhio il totale è di una cinquantina. Questo per il board comune, il board personale, invece, richiede la composizione di una sorta di puzzle per aumentare il rendimento del proprio clan. Da notare che alcune azioni danni vita a dei piccoli mini giochi. Insomma siamo di fronte ad un gioco impegnativo che vedremo in italiano grazie a Cranio Creations.

The Colonist, invece, ci mette nei panni del sindaco di un piccolo villaggio che dobbiamo far crescere e prosperare. Siamo di fronte ad un gioco da tavolo che si può giocare a scenari e/o a livelli di difficoltà differenti. Al livello massimo può arrivare a durare quattro ore. Si tratta, quindi, di un gioco per giocatori. Meccanica principale è il piazzamento lavoratori che si alterna al movimento lavoratori. Ci sono due board. Su quello comune ci si muove mentre su quello personale i lavoratori si piazzano. Il passare delle ere, ce ne sono quattro, aumenta a dismisura le possibilità e la versatilità del gioco. E’ uno dei titoli da tenere d’occhio.

Days of Ire

Days of Ire

Un gioco che mi ha colpito è senz’altro Days of Ire: Budapest 1956. Si può giocare in due modi. Cooperativo puro con il gioco che gestisce i russi oppure tutti contro il giocatore russo, si può giocare da 1 a 4 giocatori. Il gioco è un card driven che sfrutta un sistema di punti azione. Ogni giocatore ha due azioni e per certi versi ricorda un mix di Twilight Struggle e Pandemic. Gli ungheresi devono resistere sette giorni e risolvere gli eventi che il russo mette in gioco. Il russo deve debellare la resistenza. Molto interessante il sistema di combattimento che però non è il cuore del gioco.

Chiudo con un gioco più leggero. Scuba, sulla falsariga di The Cave e K2, ci mette nei panni di un sub che deve esplorare il fondale marino a caccia di pesci, piante strane e se capita qualche tesoro. Ogni giocatore ha un tot di unità di ossigeno da spendere e sta a lui decidere a che profondità immergersi. Ci sono quattro profondità differenti, il tutto con un board fatto di tessere che vanno girate. Il mare, però, non è come una caverna oppure una montagna, è in continuo movimento e quindi le tessere da un turno all’altro possono muoversi. Ci sono diversi elementi di variabilità ed il gioco è molto semplice nelle sue meccaniche. Un bel filler.

Qualche considerazioni sulle presentazioni che ho visto. La meccanica dominante è ancora il worker placement con una buona frequenza di giochi di maggioranze o di controllo dell’area. Poche o nessuna le novità all’orizzonte. C’è una marcata tendenza a cercare di raccontare qualcosa col gioco, ad inserire in qualche modo una parte narrativa nella partita. Questa tendenza, alla lunga, potrebbe favorire più gli american game che i german notoriamente poco inclini a questo aspetto del gioco. Il mercato, infine, sembra orientato a giochi di durata al di sotto dell’ora. Se volete recuperare le presentazioni dei giorni precedenti le trovate qui di seguito. Buona Lettura e Buon Gioco.

Essen Day 1

Essen Day 2

Essen Day 3

Essen Day 4

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