Giochi da tavolo vs videogiochi: tra aggregazione e condivisione

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La maggior parte degli appassionati di giochi da tavolo, e l’appassionato non è un semplice giocatore, ricopre un doppio ruolo. Da un lato c’è quello di giocatore e collezionista, e dall’altro c’è quello di divulgatore. Chi ama i giochi da tavolo e i giochi di carte cerca continuamente di trovare nuovi appassionati per aumentare le sue possibilità di giocare e anche per diffondere un hobby che ha oggettivamente tante qualità positive, prima tra tutte la socialità derivante dal mettere delle persone a giocare allo stesso tavolo per una serata o una giornata.

Ci sono vari ostacoli alla diffusione della nostra passione e ci vorrebbe una serie di articoli per analizzarli tutti. Questa volta mi voglio soffermare sulla concorrenza dei videogiochi che vanno a incidere sia su un pubblico giovane, sia su uno più adulto che non conosce i giochi da tavolo.

Attualmente ci sono tre modi in cui i giochi da tavolo stanno cercando di battere la concorrenza dei videogame. Il primo è quello di sconfiggerli sul loro stesso territorio. Tra le app più scaricate da App Store e Google Play ci sono le versioni digitali di alcuni dei giochi da tavolo più famosi del mondo, come ad esempio: Stone Age, Specie Dominanti e Cadwallon La Città dei Ladri.

Il secondo è quello di utilizzare la tecnologia all’interno dei giochi da tavolo e dei giochi di carte. Un modo per velocizzare e ampliare il gioco da tavolo. Ottimi esempi in questo senso possono essere Alchimisti edito dalla Cranio Creations e la seconda edizione delle Case della Follia edito da Asterion Press / Asmodée Italia. E’ un buon tentativo perché chi è spaventato dai giochi da tavolo, può essere attratto dal fatto che ormai tutti, ma proprio tutti, giocano a qualcosa sul proprio smartphone o sul proprio tablet.

Giochi-Da-Tavolo-Videogiochi-Case-Della-Follia

Il terzo e più classico modo è quello che da sempre utilizzano le associazioni, prima tra tutte la Tana dei Goblin, e i vari appassionati in giro per l’Italia. Convincere un neofita a provare, magari un entry level come CV oppure dei giochi con richiami famosi come Zagor o particolari come Time Stories e Dojo Kun.

Non è semplice avvicinare le persone ai giochi da tavolo, alcuni ricordano solo qualche noiosa serata piovosa di quando erano bambini, altri magari hanno provato ma si sono trovati di fronte ad un gioco insormontabile o mal spiegato. Tutti problemi che gli appassionati e le case editrici si prodigano ogni giorno per aggirare. Ad esempio dV Giochi ha approntato un’infografica, che trovate in fondo al post, per aiutare a scegliere il gioco più adatto ai propri gusti.

Il mio pensiero personale è che una volta portato il neo giocatore al tavolo, la cosa più importante è la compagnia. Giocare con persone simpatiche, che chiacchierano e non si concentrano solo sul gioco e sulla vittoria è fondamentale per coinvolgere i nuovi giocatori. Certo bisogna pure capire che tipo di persona si ha di fronte, ma come approccio generico è comunque valido. Voi che ne pensate di questa lotta al videogame?

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Infografica

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1 commento

  1. c’è davvero concorrenza fra VideoGame e Boardgame?
    Perchè spesso li troviamo affianco nelle fiere e come hai indicato nell’articolo hanno diverse caratteristiche comuni… quindi perchè dovrebbero essere in contrapposizione?

    Lo chiedo perchè l’articolo ha sollevato un interrogativo, pure interessante, che pero’ non trova nè risposta, ma neanche uno studio piu’ approfondito, nel suo sviluppo.

    Dov’è che i VG prendono boardgamers? E dove invece i boardgames falliscono nell’interessare i videogiocatori?
    C’è una clan war in atto come fra PC e Console o Android e iOS? 😛

    …ci facciamo un podcast insieme su questo argomento? 😀

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