Essen 2017: secondo giorno, Petrichor e Azul al top

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Seconda giornata di presentazioni dalla Fiera di Essen 2017. Si sono visti diversi giochi da tavolo degni di nota. Un deciso miglioramento rispetto alla giornata di ieri che ha evidenziato solo qualche eccezione. Vado con la solita distinzione tra giochi per giocatori e giochi che per durata e complessità sono sicuramente proponibili ad un pubblico più vasto. Nella prima categoria rientrano entrambi i giochi presentati dalla casa editrice Sierra Madre e da Phil Eklund, uno dei game designer di culto del mondo dei giochi da tavolo e dei giochi di carte.

Il primo titolo è Bios Megafauna seconda edizione. Sgombro subito il campo da qualsiasi dubbio, rispetto alla prima edizione ho avuto l’impressione che si tratti di un gioco totalmente differente sia dal punto di vista della componentistica sia, in parte, da quello delle meccaniche. Se non conoscete il gioco vi rimando alla mia recensione di qualche anno fa.

John Company è il nuovo arrivato. Si tratta di un gioco molto molto particolare. Il giocatore sarà impegnato in un gioco, definizione di Phil Eklund, di tipo dinastico. Da un lato ci sarà una famiglia, proprietaria dell’azienda, da portare avanti nel corso dei decenni e dall’altro ci sarà l’azienda stessa che va gestita e che deve affrontare il mercato. Gioco perfettamente ambientato e con meccaniche piuttosto semplici che però aprono una vasta serie di possibilità. Per quanto mi riguarda un acquisto sicuro.

All’interno dei giochi per giocatori si può catalogare anche l’italianissimo Xi’An di Francesco Testini e Marco Legato. Di cui ho parlato in maniera estesa nel report da Play Modena 2017. Il gioco arriverà a Lucca Comics and Games la settimana prossima.

Di peso diverso è Alien Artifacts della Portal Games. Siamo di fronte ad un gioco di carte. Ogni giocatore rappresenta una razza/fazione che va alla scoperta dell’universo. Ci sono tre parametri/carte da gestire. Tecnologia, pianeti e astronavi. Che si mettono prima nella zona di costruzione e poi una volta costruiti possono essere utilizzati in due modi differenti, come potenziamenti e come unità operative. Ci sono molte variabili, molte situazioni differenti. Come senso generale mi ha ricordato Coloni Imperiali che a me è piaciuto molto.

Okanagan è un gioco di piazzamento tessere. Il giocatore deve cercare di realizzare una parte di questa bella zona del Canada e poi sfruttarne le risorse. Ad ogni turno piazza una tessera seguendone le regole e poi piazza un edificio tra i vari in proprio possesso. In genere gli edifici che controllano meno territorio danno più punti influenza e viceversa. Il piazzamento delle tessere fornisce anche risorse quando una tipologia di terreno viene completata o chiusa. Le risorse servono a fare punti o acquistare power up.

John Company

John Company

Majesty mette ogni giocatore al comando di un reame. Ogni membro del reame dà accesso ad un tipo di azione e ad ogni turno dovremo fare delle scelte sulle azioni da attivare: Majesty è un gioco di decisioni difficili e di scarsità di risorse. Il meccanismo di selezione delle azioni è simpatico. C’è un mercato di carte e per scegliere una carta dobbiamo mettere dei meeple sulle altre, quindi c’è sempre bisogno di avere dei meeple o comunque bilanciare questa risorsa con la necessità della carta desiderata. C’è comunque interazione tra i reami perché ci sono personaggi che hanno abilità offensive.

Azul è uno dei giochi che sta uscendo meglio da questa edizione di Essen. Si tratta di un astratto basato su delle tessere di porcellana tipiche del Portogallo. Nel gioco sono tessere di plastica che ad ogni turno vanno pescate da una delle pedane o dal centro del tavolo. Una volta prese vanno posizionate sul nostro board personale per realizzare delle combinazioni. È importante scegliere cosa pescare perché tutto quello che non si utilizza va a disposizione degli avversari e se si utilizza più del necessario si accumulano penalità. È un gioco molto bello da vedere e per nulla banale da giocare.
Oliver Twist è un gioco di Bruno Cathalà e Sebastien Pauchon. La meccanica di base è quella di Tokaido a cui sono state aggiunte molti power up. La differenza tra giorno e notte, la presenza delle guardie, di personaggi della storia che possono aiutare o danneggiare, abilità particolari che si possono aggiungere durante il viaggio. Il rischio di essere arrestati o scoperti. Il tutto con una grafica e una componentistica veramente d’impatto a cominciare dalla scatola.

Alien Artifacts

Alien Artifacts

Chiudo con Petrichor che parte da un’idea originale. I giocatori sono delle nuvole che devono muoversi lungo le stagioni e sopra campi da dissetare o meno a seconda dei casi. Ogni giocatore ha a disposizione quattro azioni: vento, pioggia, sole e gelo. Queste azioni servono a muoversi, creare nuvole, aumentare il carico di pioggia e a far piovere sui terreni. I terreni si diversificano per tipo e poi bisogna seguire lo svolgersi delle stagioni che premiano alcuni raccolti piuttosto che altri. Un gioco molto ben presentato e congegnato.

Se volete dare un’occhiata al report sui giochi presentati ieri li trovate a questa pagina.

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